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2015-01-01

Falso made in Italy, atto concreto dopo la manifestazione di Coldiretti

Con l’annuncio della cessione da parte della finanziaria del Ministero dello Sviluppo economico  Simest delle quote di partecipazione in Lactitalia, la società che produce in Romania i formaggi pecorino e caciotta che fanno concorrenza alle produzioni del vero Made in Italy si è conclusa positivamente la battaglia della Coldiretti.

Giovedì, la più grande organizzazione agricola europea è scesa in piazza insieme alle associazioni dei consumatori, a 2215 comuni, 12 regioni, 26 province, 41 Camere di Commercio  e 119 tra Camere di Commercio, Comunità Montane, Consorzi di Tutela e altri enti che hanno adottato delibere per denunciare le operazioni di sostegno dell’Italian sounding da parte della Simest.

Queste determinano la “saturazione” del mercato con prodotti che richiamano qualità italiane senza essere di origine nazionale, impedendo di fatto ai consumatori di fare acquisti consapevoli e di effettuare una corretta comparazione con  prodotti autentici del Made in Italy.

“Una vicenda incredibile si è chiusa positivamente– dichiara il direttore della Coldiretti Viterbo Gabriel Battistelli – ma ci chiediamo in quali altre occasioni ci sia stata una cattiva utilizzazione delle risorse pubbliche come questa senza che nessuno se ne occupasse o intervenisse. Per questo ora l’impegno del Governo e del Parlamento – ha affermato Battistelli – deve essere rivolto a vietare per legge il finanziamento pubblico di prodotti realizzati all’estero che imitano il vero Made in Italy”.

Per quanto riguarda la questione della società Lactitalia attraverso un comunicato emesso al termine della manifestazione della Coldiretti in piazza Montecitorio è stato annunciato che, ”Simest ha portato a conclusione la procedura di partecipazione alla società, dalla quale è uscita con la cessione delle quote dando piena adesione al rafforzamento del contrasto all’italian sounding e alla diffusione del made in Italy, cosi come indicato da una recente direttiva del Ministero dello sviluppo economico. Simest ha prontamente recepito la direttiva in materia agroalimentare emanata dal Ministero dello Sviluppo economico, che prevede la revoca di partecipazioni deliberate, qualora le imprese pongano in essere pratiche commerciali in grado di indurre in errore i consumatori, anche nei mercati esteri, circa l’origine italiana dei prodotti commercializzati, sia attraverso elementi specifici dei prodotti stessi che del relativo packaging.

Occorre – ha concluso il presidente della Coldiretti Viterbo Leonardo Michelini – avere la forza di distinguere la vera internazionalizzazione da quelle forme di delocalizzazione aggravate dall’uso improprio del “marchio Italia” che danneggiano il Paese facendo perdere occupazione e svilendo il valore del Made in Italy, costruito con sacrifici da generazioni di imprenditori.

Voglio ringraziare tutti i sindaci dei comuni della provincia di Viterbo che hanno deliberato favorevolmente per la difesa del nostro Made in Italy dimostrando veramente di voler bene al Paese Italia e alle nostre produzioni. A coloro che non hanno accolto il nostro invito dico che si è persa senz’altro una opportunità politica per contribuire alla valorizzazione, sempre decantata a parole ma poco nei fatti, delle nostre produzioni territoriali perseguendo nell’obiettivo di una corretta e trasparente informazione al consumatore circa l’origine delle produzioni estere per evitare che elementi specifici dei prodotti o del relativo packaging possano trarre in inganno circa la loro origine italiana”.

Fonte: Tusciaweb

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