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2015-01-01

CIA, il cibo made in Italy nel mirino delle frodi

Sempre più sotto assedio l'agroalimentare italiano, che è al primo posto in Europa per le segnalazioni di cibi «irregolari». E a finire nel mirino delle frodi alimentari sono molto spesso i prodotti più pregiati, contrassegnati dai marchi Dop e Igp: proprio quelli che dovrebbero offrire un'assoluta garanzia di sicurezza alimentare, che è il criterio al primo posto nelle scelte di consumo per otto italiani su dieci. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando la maxi-operazione dei Nas di Cremona che ha sottratto alla distribuzione 2.300 prosciutti Dop ottenuti da animali nutriti con rifiuti, 750 suini e 30 tonnellate di scarti alimentari.

ITALIA PRIMA IN EUROPA PER DOP E IGP - «È necessario» - afferma la Cia - «usare tolleranza zero nei confronti degli autori delle truffe e degli inganni a tavola, e di chi non rispetta alla lettera i disciplinari di produzione dei prodotti certificati, minando la credibilità di tutto il nostro sistema agroalimentare». L'Italia - ricorda la Cia - con 242 denominazioni d'origine, è il primo in Europa per numero di Dop (153) e Igp (89), che sono i nostri ambasciatori della qualità nel mondo, mentre i sequestri di prodotti alimentari sofisticati oggi superano il valore di un miliardo di euro l'anno.

DANNO DA 3 MILIONI DI EURO AL GIORNO - Le cifre - avverte la Cia - sono in crescita: nel 2011 sono state portate a termine dalle forze dell'ordine 13.867 operazioni, un numero più che triplicato rispetto all'anno precedente, a dimostrazione «dell'efficacia della macchina dei controlli, sempre più fondamentali per garantire ai consumatori la sicurezza nel piatto e per tutelare l'immagine del 'made in Italy' agroalimentare». A scontare il business illegale, infatti - ricorda Cia - sono consumatori e produttori onesti: le truffe e le contraffazioni sottraggono 3 milioni di euro al giorno alle aziende italiane.

LEGAMBIENTE: «SERVE L'ETICHETTATURA COMPLETA E TRASPARENTE» - «Le contraffazioni e le frodi colpiscono ancora una volta il cuore del settore agroalimentare italiano. È indispensabile un'etichettatura completa e trasparente dei prodotti e garantire la tracciabilità delle produzioni». Così Legambiente, che spiega come «il sequestro di questa mattina da parte dei Nas di Cremona conferma quanto denunciato nel Rapporto Ecomafia: nel 2011 i reati contro la filiera agroalimentare si sono più che triplicati rispetto al 2010». «Servono poi interventi e pene più severe» - aggiunge Cogliati Dezza - «per impedire che il traffico dei rifiuti illeciti alimenti la filiera agroalimentare, insieme ad un maggiore controllo per garantire la qualità dei prodotti, il benessere degli animali e dei consumatori. Solo in questo modo si possono difendere e tutelare i veri prodotti mady in Italy e i produttori che ogni giorno lavorano rispettando le regole per la produzione dei prodotti Dop e seguendo le buone pratiche agricole».

COLDIRETTI: 1 ITALIANO SU 3 COMPRA REGOLARMENTE DOP - Quasi un italiano su tre (29%) acquista regolarmente prosciutti a denominazione di origine (Dop) che vengono ottenuti secondo precisi disciplinari di produzione che garantiscono la sicurezza e la qualità del prodotto. Lo afferma la Coldiretti sulla base di una indagine Swg nel sottolineare che il mancato rispetto delle norme evidenziato nell'operazione condotta dai Nas mette a rischio la credibilità di un patrimonio del made in Italy in Italia e all'estero. Se, sottolinea la Coldiretti, il prosciutto è sulle tavole di più di 15 milioni di italiani all'estero le esportazioni di prosciutto di Parma hanno registrato un aumento del 4 per cento per un giro di affari complessivo di 1,5 miliardi di euro, mentre la crescita all'estero per il prosciutto San Daniele è stata del 2 per cento nel 2011.

NON OBBLIGATORIA L'INDICAZIONE DELLA PROVENIENZA PER IL MAIALE - In Italia si sono prodotte, nel 2011, 24,5 milioni di cosce di maiale, mentre ne sono state importate 67 milioni destinate, con la trasformazione e la stagionatura, a diventare prosciutti «made in Italy» (tra crudi e cotti) perché non è obbligatorio indicare la provenienza della carne di maiale in etichetta, a differenza per quello che avviene per quella bovina dopo l'emergenza Bse. I prosciutti italiani a denominazione di origine protetta che garantiscono l'origine sono - conclude la Coldiretti - Parma San Daniele, Toscano, Modena, Carpegna e Berico Euganeo.

LE FRODI A TAVOLA LE PIU' TEMUTE DAGLI ITALIANI - Le frodi a tavola sono quelle più temute dagli italiani con sei cittadini su dieci (60 per cento) che le considerano più gravi di quelle fiscali e degli scandali finanziari, poiché possono avere effetti sulla salute, aggiunge Coldiretti. Gli ottimi risultati dell'attività di controllo confermano la necessità di tenere alta la guardia contro le frodi a tavola, che mettono a rischio la salute dei cittadini e fanno concorrenza sleale alle imprese che sono impegnate nel mantenere alti standard di qualità.

IN TEMPO DI CRISI AUMENTANO I RISCHI - Un pericolo che - precisa la Coldiretti - si amplifica in un momento di crisi in cui da una parte aumenta il rischio che per risparmiare vengano utilizzati prodotti o processi produttivi pericolosi e dall'altra cresce il numero di coloro che sono costretti ad acquistare prodotti alimentari a basso prezzo. Un inganno che tra frodi e falsificazioni sottrae all'agroalimentare nazionale ben 164 milioni al giorno che potrebbero invece generare reddito e occupazione.

PATRIMONIO DA DIFENDERE - La credibilità conquistata dai produttori italiani nel garantire la qualità delle produzioni - conclude la Coldiretti - è un patrimonio da difendere nei confronti di quanti con le frodi e la contraffazione cercano di sfruttare la fiducia acquisita per fare affari. La contraffazione alimentare - conclude la Coldiretti - è un crimine particolarmente odioso perché si fonda soprattutto sull'inganno nei confronti di quanti, per la ridotta capacità di spesa, sono costretti a risparmiare sul cibo.

FONTE: DIARIODELWEB.IT

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