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2015-01-01

Etichettatura Made in Cee e tutela del consumatore

Oggi la Commissione europea ha adottato, su proposta mia e del Commissario per la salute e la tutela dei consumatori, Tonio Borg, un pacchetto di proposte – che include due proposte di regolamento - finalizzate a migliorare la sicurezza dei prodotti e la sorveglianza del mercato nell'Unione europea.

Il filo conduttore di queste proposte è una precisa volontà della Commissione: garantire al consumatore che i prodotti che sta acquistando siano sicuri.

Questo è un passaggio chiave per fare in modo che il mercato interno e la nostra economia prendano nuovo slancio con vantaggi per imprese e cittadini. Stiamo parlando di un mercato, quello dei prodotti per il consumatore, che vale circa 1.000 miliardi di euro l'anno, escludendo i prodotti alimentari.

La grande maggioranza di questi prodotti è sicura ma non sempre è così. Nel 2011 il sistema europeo di allerta rapida, Rapex, è stato attivato per ben 1556 volte per segnalare la presenza di prodotti pericolosi sul mercato.

Il 27% dei casi ha riguardato il settore tessile, il 21% i giocattoli, l'11% i veicoli a motore, l'8% gli elettrodomestici e il 7% i cosmetici.

Occorre quindi vigilare attentamente per evitare danni, anche gravi, alla salute dei nostri cittadini.

Regolamento sulla sicurezza dei prodotti

La prima proposta adottata oggi è un Regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti che fissa delle regole per assicurare la loro piena tracciabilità.

Vengono posti obblighi proporzionati e attentamente calibrati a tutti gli attori della filiera: dal produttore all'importatore, sino al distributore.

Il pacchetto mira anche a una generale semplificazione e razionalizzazione della materia.

Tracciabilità

Il consumatore verrà posto in grado di sapere esattamente cosa compra grazie a un'etichettatura in grado di identificare chiaramente le caratteristiche del prodotto. Vi segnalo in particolare una disposizione, all'art. 7, che ho fortemente voluto e che riguarda l'indicazione di origine obbligatoria.

La piena tracciabilità necessità la possibilità di individuare dove un prodotto è stato fabbricato. Solo in questo modo saremo in grado, in caso di pericolosità del bene, di risalire all'autorità di sorveglianza del mercato del Paese dove è stato fabbricato e identificare le misure necessarie per bloccarne la circolazione. Responsabilizzando ulteriormente autorità di controllo e produttori.

Per i beni prodotti in Europa, l'impresa potrà scegliere se indicare genericamente "Made in Europe" o più precisamente, ad esempio "Made in Germany" o "Made in Slovakia" piuttosto che "Made in Italy" o "Made in France".

Questa disposizione è del tutto compatibile con le regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, in quanto non discriminatoria, applicandosi allo stesso modo a merci Ue e non.

È questa la grande differenza rispetto alla proposta sul Made in del 2005, recentemente ritirata, che imponeva la marcatura solo ai prodotti importati dai Paesi terzi.

Quella proposta aveva come base giuridica l'art. 133 del Trattato, oggi 207, quello che disciplina la competenza dell'Unione europea in materia di politica commerciale.

La proposta di oggi è invece basata sull'art. 114, che consente il ravvicinamento di legislazioni per l'instaurazione e il funzionamento del mercato interno.

Questa è una disposizione che mi aspetto possa essere fortemente sostenuta dal Parlamento europeo che lo scorso 17 gennaio ha recentemente adottato una Risoluzione nella quale sottolineava l'importanza di una corretta informazione del consumatore.

Il secondo Regolamento adottato oggi e quello sulla Sorveglianza di Mercato.

Anche in questo caso abbiamo voluto semplificare la legislazione esistente.

La sorveglianza di mercato é infatti ad oggi disciplinata da diversi testi normativi.

Abbiamo voluto rispondere all'invito del Parlamento europeo che con il rapporto Shaldemose ha chiesto regole più semplici.

Per questa ragione la nostra proposta prevede un solo testo che disciplini questo importante settore.

L'obiettivo è di un maggiore e più efficace coordinamento tra le autorità di sorveglianza, ad esempio attraverso il potenziamento della banca dati ICSMS che permetterà lo scambio quotidiano di informazioni tra le diverse autorità, ad esempio sui risultati delle diverse attività di controllo.

Istituiremo anche un Forum Europeo per la Sorveglianza di Mercato, al quale parteciperanno le autorità di tutti gli Stati Membri ma dove potranno essere invitati anche i rappresentanti delle associazioni di imprese.

In questo pacchetto è compreso anche un Piano con 20 azioni dirette a rendere più sicuro il mercato dei beni per consumatori.

Ad esempio si farà in modo di rendere utilizzabili i test di sicurezza già effettuati in uno Stato Membro anche in altri Paesi dell'Unione europea, senza che sia necessario ripeterli.

Verranno poi sviluppati dei criteri per determinare la reale efficienza dei diversi sistemi di controllo così che si possa capire dove è necessario intervenire per rendere più sicura la sorveglianza in Europa.

Infine saranno sviluppate metodologie specifiche per effettuare i controlli su beni ad alta tecnologia e su prodotti innovativi che per le loro caratteristiche sono spesso difficili da valutare.

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