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2015-01-01

Export food batte la crisi

Per fortuna ci sono i Bric. Le tavole dei grandi Paesi emergenti - Brasile, Russia, India e Cina - parlano sempre più italiano. Pasta, salumi, formaggi, pizza e gelato conquistano i palati dei nuovi mercati, trascinando l'export. Per fortuna perché i banchetti nostrani sono sempre più frugali. I consumi nel 2011 hanno registrato un crollo dell'8% rispetto agli anni dell'abbondanza. La produzione è calata nel 2011 di poco meno del 2%, segnando un record storico. Dalla fine della seconda guerra mondiale solo in altri 3 casi si è registrato un trend analogo. Colpa della crisi economica sempre più forte, ma tra gli operatori cresce anche l'apprensione per le politiche fiscali del governo. Così l'internazionalizzazione e la conquista di nuovo mercati sarà uno dei temi chiave di Cibus 2012, presentata ufficialmente a Milano. La grande kermesse dell'alimentare aprirà i battenti il 7 maggio, nei padiglioni completamente rinnovati delle fiere.

Una rassegna che avrà al suo centro anche il tema della crisi. I timori delle imprese sono state espressi da Filippo Ferrua, presidente di Federalimentari, che ha usato parole dure contro le politiche del governo Monti. "La contrazione dei consumi interni non dipende solo dalla crisi. A settembre avremo l'aumento dell'Iva al 23%, una mazzata da 3 miliardi di euro, che riguarda il 75% dei  prodotti alimentari". Altro spettro che agita le notti dei produttori la Food Tax allo studio del governo: "Ingiustificata, possono

esistere cattive abitudini alimentari, ma un singolo prodotto non può esser marchiato come cattivo. È una tassa odiosa che colpirà le fasce deboli, diminuirà i consumi. Il governo pena di risolvere la difficile situazione solo mettendo nuove tasse". Fortuna che ci sono i mercati stranieri, con i numeri "strabilianti" dell'estero. L'export l'anno scorso è schizzato a +10%, una performance che ha stupito gli stessi operatori.

Il tema della crescita sarà affrontato dall'assemblea annuale delle imprese, che si terrà durante Cibus. Uno dei molti eventi che caratterizzeranno la rassegna, che quest'anno, come sottolineato dal presidente delle Fiere di Parma Franco Boni, potrà contare sui nuovi padiglioni. "Un rinnovo del quartiere fieristico di tutto rispetto, che si accompagna alla risoluzione dei problemi della viabilità. I visitatori troveranno 120mila metri quadrati completamente ristrutturati e dotati di ampi parcheggi, circa 2.300 aziende espositrici e tante novità". Boni ha evidenziato la centralità di Parma nel mondo agroalimentare, non solo grazie ai prodotti tipici, ma anche a iniziative quali il nuovo quartier generale dell'Efsa e il varo della Borsa merci delle carni. "La città non si limita solo a guardare"

Molti gli eventi previsti nella 3 giorni dell'alimentare, dal 7 al 10 maggio. Elda Ghiretti, Cibus Brand Manager, ne ha dato un piccolo assaggio. Tra le principali innovazioni Cibus Frozen, dedicato all'industria del surgelato e una serie di iniziative volte a promuovere il biologico, con ben 350 aziende del settore, che fanno di Cibus la secondo fiera del settore dopo Norimberga. Novità assoluta "Micromalto" che vedrà per la prima volta la presenza di micro birrifici artigianali, che proporranno assaggi e contaminazioni.

Di rilevanza anche "Dolce Italia" vera fiera nella fiera dedicato a un comparto produttivo che nel 2011 ha registrato numeri da record, con una crescita dell'export del 4,6% per un valore complessivo di 3 miliardi di euro. Accanto ai partner storici come Francia e Germania si stanno registrando incrementi in diversi paesi emergenti, come Cina, India, Brasile e Sud Africa. Anche la tavola conferma che il mondo sta cambiando.

Fonte: Repubblica.it

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