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2016-01-12

Serracchiani inaugura Contract made in Italy a Teheran

"Siamo pronti come Italia e come Friuli Venezia Giulia a rafforzare le nostre relazioni in campo economico, scientifico-tecnologico e culturale". Lo ha confermato oggi a Teheran, capitale della Repubblica Islamica dell'Iran, la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani che, assieme al vice ministro iraniano all'Industria e commercio, Hossein Esfahbodi, all'ambasciatore d'Italia nella capitale persiana Mauro Conciatori e all'amministratore delegato di Pordenone Fiere Pietro Piccinetti, ha inaugurato ufficialmente la seconda edizione di "Contract Made in Italy", una vetrina importante delle produzioni italiane, soprattutto del legno-arredo, di tutto il Triveneto. "E' questa una fiera che vogliamo far crescere - ha osservato Serracchiani - investendo in nuove relazioni economico-commerciali anche pensando alla sottoscrizione di specifici accordi nella cornice delle intese che l'Italia ha siglato negli scorsi mesi con l'Iran".

E soprattutto nella prospettiva della prossima revoca, con l' "implementation day" atteso nei prossimi giorni, ha indicato l'ambasciatore Conciatori, delle sanzioni economiche allo Stato persiano. "Intendiamo incrementare le collaborazioni tra il Friuli Venezia Giulia e l'Iran" sempre nelle parole della presidente Serracchiani, un mercato di quasi 80 milioni di abitanti, con una "grande" Teheran che conta quasi 17 milioni di persone e conosce e apprezza il made in Italy: "i nostri punti di forza sono la meccanica, l'arredamento, la cantieristica, l'industria del gusto", ha ricordato Serracchiani, segnalando anche l'esigenza di allacciare nuovi contatti FVG-Iran attraverso le relazioni commerciali del porto di Trieste. Ma il Friuli Venezia Giulia non "offre" solo partnership economiche e nuove direttrici per i commerci iraniani, via scalo portuale di Trieste, ma mette sul piatto anche il suo articolato sistema scientifico per lo scambio e il trasferimento tecnologico, ha rimarcato Serracchiani.

La cornice nella quale muoversi resta, come più volte sottolineato oggi, la scadenza delle sanzioni economiche, e l'Italia (che di fatto oggi è il primo Paese come numero di delegazioni d'alto livello ad interfacciarsi con l'Iran, ha ribadito Conciatori, superando anche la Germania) vuole tornare ad essere il primo o tra i primi partner economici dell'Iran, ha auspicato il viceministro Esfahbodi, rimarcando che l'interscambio Italia-Iran è stato in passato anche di sette miliardi di dollari.

In questa proiezione il presidente iraniano Assan Rouhani sarà in Italia il 25 e 26 gennaio prossimi e si sta concretizzando una nuova missione italiana a Teheran per metà febbraio, con la partecipazione dei ministri dei Trasporti Graziano Delrio e dell'Agricoltura Maurizio Martina e del viceministro all'Industria Carlo Calenda. "Il momento appare propizio", è stato sottolineato a più voci oggi a Teheran, anche alla luce dell' "invito" alle aziende italiane espresso dal viceministro iraniano all'Industria e commercio a "venire ad investire in Iran, un Paese attraverso il quale riuscirete a toccare altri interessanti mercati del golfo persico: oggi l'Iran è un mercato favorevole è proficuo".

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