OSSERVATORIO MADE IN

Martedì, 24 Ottobre, 2017

Elezioni 2013: Proposte dagli Imprenditori
Proposta che penalizza le imprese con addetti e favorisce le imprese che comercializzano senza avere addetti.
Tassa che colpisce immobili privati e di impresa che sono a supporto del sistema produttivo italiano.
Adozione di unica tassa del:
20% (iva)su tutte le transazioni finanziarie e commerciali;
10% x prestazioni di opera;
5% sui beni di prima necessitÓ.
I dipendenti potranno avere il raddoppio dei propri compensi, versare le tasse come qualsiasi professionista, farsi un fondo di previdenza e assistenza su misura, decidere di devolvere il proprio ricavato a enti ed associazioni che riteranno opportuni.
L'impresa, sulla base di una sintetica guida, decide di avviare un'attività su propria responsabilità.
Qualora l'attività fosse ritenuta di interesse pubblico, dovrà adottare le altre cautele previste da una seconda, sintetica, guida.
Deciderà di effettuare un'assicurazione conto terzi per eventuali problematiche che dovrebbero insorgere. Procederà alla registrazione al Registro nazionale delle imprese pagando esclusivamente l'iscrizione 20/30€ all'anno. Entro 24 ore potrà iniziare l'attività.
Sulla base della legge 662/96 lo Stato attiva uno specifico fondo di garanzia per ammortizare cofinanziamenti a lungo termine, gli investimenti pregressi effettuati dalle imprese. Ciò per alleviare i pesi degli investimenti già effettuati e generare risorse per nuovi investimenti da effettuare per il futuro dell'azienda.
A tutela del citadino italiano, lo Stato dovrebbe obbligare la certificazione del prodotto importato. Si otterebbero due vantaggi:
1 - Una maggiore sicurezza e qualificazione dei prodotti che vengono importati
2 - Un indiretto sostegno al sistema produttivo italiano.
Il futuro corre sulla banda larga. Passato il tempo delle autostrade, passato il tempo delle piste di decollo, oggi è il tempo della banda larga.
Le attività di interesse pubblico dovrebbero avere una regolamentazione aggiuntiva per una maggiore tutela dei consumatori con l'attivazione di fondi di garanzia per i meno abienti.
Liberalizzazioni ed autogestione delle attività in vista di svolgimento con efficienza nell'interesse del cittadino.
Tutte le attività economiche sia di interesse publico e non, dovrebbero essere privatizzate ovvero cooperativizzate (attività dove c'è una prevalenza del incidenza del personale: scuola, sanità trasporti, etc.) o proffesionalizzate (giudici uguali a notai).
Dovrebbe essere favorita attraverso una minore tassazione, la ristrutturazione di edifici privati, storici e con le previsioni di autosufficienza energetica. Blocco di nuove costruzioni residenziali in modo da detterminare la riqualificazione e la valorizzazione dei edifici esistenti. Blocco decennale.
Il sistema viario è stato progettato per l'esclusivo transito di auto. Il piano dovrebbe prevedere il potenziamento di tutte le strade comunali, provinciali e statali con l'inserimento di transiti pedonali e ciclabili.
Lo stato non deve più errogare nessun contributo a nessun organismo privato: partiti, associazioni, imprese o altro. Detassazione completa di tutti i contributi privati ad associazioni, partiti ed imprese.
Potrebbero essere previsti rimborsi forfettari senza alcuni altri benefici. I cittadini sono tenuti a dare allo stato il proprio contributo personale per un tempo limitato (come era previsto a tempo, il servizio militare). La rappresentanza di altri cittadini dovrebbe essere un onore e non una professione.
Il piano dovrebbe prevedere il blocco assoluto della grande distribuzione. Inoltre a tutela delle tipicità italiane il piano dovrebbe prevedere una percentuale di riserva per tipicità italiane garantite con la garanzia di origine e di qualità.
I contratti di assunzione nel settore pubblico devono essere a termine.
Se la "cosa pubblica" è di tutti allora tutti dovrebbero avere la possibilità di gestire la "propria cosa".
Questo può avvenire con l'avvicentamento nella gestione che potrà essere possibile se gli incarichi saranno a termine.
Visto che gli eletti dovrebbero progettare e gestire il futuro, è insispensabile che chi rappresenta il futuro possa anche indirizzarlo.
Tutti i contratti, firmatari, spese e ricevute dovrebbero essere mensilmente caricati online, visibili già dal mese successivo. La somma annuale delle spese dovrebbe riportare con il totale annuale dei costi sostenuti da ogni ente.
Limitano l'accesso alle professioni da parte dei giovani. Dopo la formazione, l'unico giudice è il consumatore.
Abolizione del istituto del fallimento per tutte le imprese non quotate in borsa.
Un eccesso di vincoli e costi per le Imprese. Trasferimento della gestione del Registro Imprese al Ministero per lo Sviluppo Economico.
Oggi le Imprese pagano dai 200€ ai 10.000€ per l'iscrizione alla Camera di Commercio, quando con un semplice click, il costo si potrebbe aggirare da 0,5€ a 1€ per Inserimento, cancellazione o modifica.
Proposte ITPI per un futuro del sistema produttivo italiano
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Elezioni 2013: Proposte dagli Imprenditori nel senso
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